
Pubblicità dell’Esselunga e la pesca
La pubblicità vede una bambina al supermercato con la mamma, prende una pesca, la mette in tasca e torna a casa. Più tardi arriverà il papà e si capisce che i genitori sono separati, sola con il papà la bambina porge la pesca al papà dicendo che il frutto lo mandava la mamma.
Settembre 2023: è bufera sulla pubblicità della Esselunga, una catena di supermercati.
Ma sarà veramente così retrograda?
Se te la sei persa, puoi vederla qui
La pubblicità si focalizza su una bambina al supermercato – Esselunga – con la mamma. Al banco della frutta vede con aria sognante e nostalgica una pesca, acquistata poi dalla mamma.
Più tardi si capirà che la bambina è divisa tra genitori divorziati.
Così la bimba tira fuori la pesca dallo zainetto e la porge al padre, dicendo che glie la mandava la mamma.

Il web si è completamente diviso.
Se una parte dell’opinione pubblica si è sciolta verso la bambina così tenera e sofferente per la decisione dei genitori, dall’altra si sono alzate schiere di sostenitori ideologici sul sacrosanto diritto di fare quello che si vuole senza essere giudicati.
Altri denunciano un inneggio alla famiglia tradizione: “vedi, c’è madre, padre e figlia!”
Chi, ancora, affianca la pubblicità ad una mossa di natura politica basata sulla mossa dell’attuale governo per invogliare la natalità e la famiglia tradizionale e la percezione di molti cittadini è quella di tornare ad una società che ricorda molto gli anni dell’ascesa del fascismo.
Ma non sono qui per parlare di politica, anzi! Il riferimento con Esselunga è d’obbligo in questa sede solo per i chiari attacchi verso la pubblicità, accostata a ideologie sociali retrograde.
Ma è veramente così?

Non solo so! Ahahaha
Ovviamente non posso essere nel board dell’Esselunga o chiunque abbia deciso che quella pubblicità poteva essere un buon spot che rappresentasse l’azienda.
Quindi potrebbe essere vero, come potrebbe esserci un’altra riflessione che mi è venuta in mente: guardiamola dal punto di vista del marketing.
Qual è il target della Esselunga? La famiglia. Ma perché proprio loro? I single non vanno bene? Pensate ai prodotti della Esselunga ed il costo: a meno che non sei un single che guadagna moltissimo, inizia a diventare una spesa molto costosa per farlo da sol*.
Qui arriviamo alla scelta del nucleo con genitori etero. Beh, dovrebbe essere chiaro che se devi scegliere una tipologia di nucleo, sceglierai quello che ad oggi è predominante. A scanso di ogni equivoco per te che mi leggi: io sono a favore alle famiglie omosessuali, queer e qualsiasi altra denominazione, perché semplicemente sono per il vivi e il lascia vivere.
Quello che non emerge mai, però, in nessun commento che ho letto nel web, è lo slogan finale: “non c’è spesa meno importante delle altre”.
Qualcosa di talmente sottile e quasi dissonante alla storia che hanno creato, che il senso sfugge, salvo riflessioni.

Uno slogan che non è così incisivo come lo spot stesso e che quindi passa completamente in secondo piano, colpiti dallo storytelling che emerge.
Ma pensateci un attimo: se non c’è una spesa più importante delle altre, perché andare ad un discount? Che valore dai a quella spesa?
Chissà che non emerga in tutta questa pubblicità, che le persone comprano alla Esselunga, solo determinati prodotti optando per una spesa differenziata.
Bah.
Probabilmente ci sarà una parte due 😁
Grazie per aver letto l’articolo, spero che ti sia piaciuto!
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